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Questo spazio concordato con il Comitato Cambiamenti Climatici del MiPAF e con l’ENEA, fornirà (con aggiornamento settimanale) dati relativi alle variazioni climatiche sul pianeta e sul bacino del Mediterraneo.
Gli enti internazionali di riferimento saranno:
Il Servizio Meteorologico Britannico, il NOAA, il Centro Studi sul Clima della Columbia University ed altri centri di ricerca sulla fisica dell’atmosfera che citeremo volta per volta |

"AK Informa"
notizie meteo - climatiche del 16.6.2013
Nr. 24
con il patrocinio del
Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare
Analisi sulla settimana appena trascorsa
Dal frigorifero al forno. Questa la sensazione che molti di noi hanno provato in questa prima quindicina di giugno. Dalle piogge e dalle correnti fredde del nord Europa al caldo alito di fuoco africano. Un bello stress per il nostro organismo. Purtroppo dobbiamo abituarci, infatti se diamo uno sguardo agli ultimi 10 anni questi passaggi repentini dal freddo al caldo e viceversa, sono sempre più costanti. Il famoso global change, illustrato come minaccia per l'umanità dagli scienziati 30 anni fa, è ora diventato una realtà. Del resto con 400 ppm di CO2 nell'atmosfera del pianeta, su quanto sta capitando al clima globale non dovremmo più meravigliarci. Vediamo ora che "sorprese" ci offre la settimana entrante:
PREVISIONI DAL 16 AL 23 GIUGNO
Ci siamo: l'Estate è arrivata e con essa il primo anticiclone infuocato africano che tra lunedì e mercoledì farà bollire le città soprattutto del centro sud con temperature che in alcuni casi si avvicineranno ai 40 gradi all'ombra. Ma anche molte altre città del nord non verranno risparmiate, soprattutto quelle della Pianura Padana. Un grande pericolo per i cardiopatici e i malati di patologie respiratorie. Il nostro organismo non è abituato a balzi di temperatura così repentini. Prudenza quindi per chi anziano al quale consigliamo di non uscire da casa nelle ore più calde della giornata e di evitare di mangiare insaccati e carne, nonché di bere alcolici; in alternativa consigliamo frutta e verdura e molta acqua. Giovedì una perturbazione atlantica molto forte investirà l'Europa continentale lambendo le nostre Alpi e parte delle regioni settentrionali. Lo scontro tra aria "bollente" africana e quella più fredda atlantica darà origine a violenti temporali nelle zone a ridosso del arco alpino e in parte anche in pianura. Si teme qualche nubifragio tra il Piemonte e la Lombardia e in Alto Adige. Questo evento meteo smorzerà il caldo soprattutto al nord e marginalmente in Toscana e Umbria. Inferno di caldo invece sul resto del centro e al sud.
>>> Clicca qui per un filmato delle previsioni meteo <<< |
ACCADE NEL MONDO
CLIMA INSOLITO ED ESTREMO, I METEOROLOGI DEL MET OFFICE SI INCONTRANO CON I PIU' IMPORTANTI CLIMATOLOGI DEL MONDO PER CAPIRE COSA STA ACCADENDO
di Filomena Fotia
I meteorologi del Met Office incontreranno gli scienziati del clima la settimana entrante per cercare di dare risposta alle incognite climatiche che stanno attanagliando il Regno Unito.
Un clima che ha prodotto un inverno gelido nel 2010, siccità e inondazioni nel 2012 e la primavera più fredda degli ultimi 50 anni in questo 2013.
Il workshop al quartier generale del Met Office a Exeter, esaminerà fattori come la diminuzione del ghiaccio oceanico, i cicli di corrente oceanica e la corrente a getto, che potrebbero influire sul clima Europeo.
Il portavoce del Met Office Dan Williams ha dichiarato all’ITV News: “C’è stato un susseguirsi di stagioni insolite. Potrebbe darsi che alcuni di questi fattori stiano agendo in concomitanza per poi produrre stagioni insolite o potrebbe semplicemente trattarsi di variabilità naturale.“
Gli esperti cercheranno di identificare quale tipo di ricerca ulteriore sia necessario effettuare e discutere se gli attuali modelli climatici siano da rivedere.
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ACCADE NEL MONDO
Caccia, richiami: il reato è possederli
IL GAZZETTINO DI ROVIGO DEL 10 GIUGNO 2013
Pagina 7
PORTO TOLLE Depositata la sentenza della Cassazione sul ricorso dopo la condanna a Rovigo
Durissimo colpo per i cacciatori che usano questi strumenti acustici vietati dalla legge
Una sentenza, quella depositata l’altro giorno dai giudici della terza sezione penale della Corte di Cassazione, che non farà certo felici i cacciatori. Dal momento che mette un pesante punto fermo nella questione dell'utilizzo dei richiami elettroacustici, molto diffusi soprattutto nel Delta, nella caccia in botte e in valle. I giudici della Suprema corte hanno infatti sancito che il semplice possesso di un apparecchio di questo tipo è un reato bello e buono. Non è necessario, in altre parole, che la polizia giudiziaria - nel caso di specie si trattava del personale della polizia provinciale - sorprenda il cacciatore nell'atto di impiegare il richiamo. È sufficiente trovarlo in possesso di questo. La vicenda approdata in Cassazione riguardava due cacciatori di uccelli acquatici, che erano stati condannati in primo grado proprio dal Tribunale di Rovigo, dopo che la polizia provinciale aveva contestato il possesso di un richiamo elettroacustico. Era stato il suo suono, caratteristico, a mettere il personale delle forze dell'ordine sulle tracce dei due. Numerose, comunque, le questioni che erano state sollevate dalla difesa. In primo luogo, il fatto che non fosse assolutamente detto che il verso udito dalla polizia giudiziaria provenisse dal richiamo in possesso dei due. Nel corso del processo di primo grado, tra l'altro, era stata anche chiesta una perizia, affidata a un esperto di propagazione del suono, passaggio non ritenuto tuttavia necessario dal giudice. Altro punto che era stato sollevato dagli avvocati dei cacciatori, il fatto che il richiamo fosse stato trovato in un capanno, non quindi in mano ai due cacciatori. Come escludere - avevano sostenuto i legali - che in zona ci potesse essere un altro meccanismo del genere attivo, alla luce, appunto, della grande diffusione di questa pratica, per quanto vietata? Ed è proprio nel rispondere a queste argomentazioni che la sentenza della Cassazione, pronunciata lo scorso 5 marzo ma depositata in cancelleria l’altro giorno, si rivela innovativa. Dal momento che i giudici hanno chiarito che basta il semplice possesso di un apparecchio di questo tipo per incorrere nelle sanzioni previste dalla legge. Proprio perché questi apparecchi sono vietati.
Di qui la decisione della terza sezione. Che, pur non potendo fare altro che riconoscere l'intervenuta prescrizione del reato, si è comunque rifiutata di annullare la confisca del richiamo, disposta a suo tempo.
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ACCADE NEL MONDO
In vigore la nuova disciplina sull'autorizzazione unica ambientale
da: ARPAT
Il decreto semplifica gli adempimenti amministrativi in materia ambientale che riguardano le piccole e medie imprese e gli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale (AIA)
testo di Valeria Tricarico e Maddalena Bavazzano
E' entrato in vigore il 13 giugno il regolamento sull’autorizzazione unica ambientale, approvato con DPR 13 marzo 2013, n. 59. Il provvedimento era stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri lo scorso 15 febbraio e attua la legge n. 35 del 2012 (“Semplifica Italia”) nella parte in cui introduce l’Autorizzazione unica ambientale (AUA) tra gli strumenti di semplificazione per le PMI. La norma approvata è improntata ai seguenti criteri:
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l'autorizzazione unica ambientale sostituisce ogni atto di comunicazione, notifica ed autorizzazione previsto dalla legislazione vigente in materia ambientale;
- l'autorizzazione unica ambientale è rilasciata da un unico Ente (Suap);
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il procedimento deve essere improntato al principio di proporzionalità degli adempimenti amministrativi in relazione alla dimensione dell'impresa e al settore di attività, nonché all'esigenza di tutela degli interessi pubblici e non dovrà comportare l'introduzione di maggiori oneri a carico delle imprese.
L’AUA raccoglie fino a 7 autorizzazioni ambientali che prima dovevano essere ottenute singolarmente (autorizzazione sugli scarichi, comunicazione per l’utilizzo delle acque reflue, autorizzazione alle emissioni in atmosfera, documentazione previsionale di impatto acustico, autorizzazione all’uso dei fanghi di depurazione e comunicazione sullo smaltimento e il recupero dei rifiuti). Le Regioni potranno inoltre estendere l’elenco, comprendendovi altre autorizzazioni.
Potranno usufruire dell'autorizzazione unica ambientale gli impianti non soggetti alle disposizioni sull'autorizzazione integrata ambientale e le piccole e medie imprese (PMI) come individuate dal Dm 18 aprile 2005, articolo 2. Le norme del regolamento sull'autorizzazione unica ambientale non si applicano invece ai progetti sottoposti a VIA (valutazione di impatto ambientale) in tutti i casi in cui le norme vigenti, statali o regionali, stabiliscano che la VIA comprende e sostituisce tutti gli atti di assenso comunque denominati in materia ambientale.
Per chiedere l’autorizzazione basta una domanda allo Sportello unico per le attività produttive che poi attiverà l’Autorità competente. Sull’iter del procedimento, vedi notizia ARPAT del 17/10/2012.
L'autorizzazione unica ambientale dura 15 anni dal suo rilascio (superiore a quella di quasi tutte le singole autorizzazioni). L’autorità competente può comunque imporre il rinnovo dell’autorizzazione, o la revisione delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione stessa, prima della scadenza quando le prescrizioni stabilite nella stessa impediscano o pregiudichino il conseguimento degli obiettivi di qualità ambientale stabiliti dagli strumenti di pianificazione e programmazione di settore o quando nuove disposizioni legislative comunitarie, statali o regionali lo esigono.
AUA definisce anche le modalità per lo svolgimento delle attività di autocontrollo, individuate dall'Autorità competente, tenendo conto delle dimensioni dell'impresa e del settore di attività.
Le modifiche all'attività o all'impianto vanno comunicate all'Autorità competente. Se l'impresa o il gestore ritiene la modifica non sostanziale, presenta una semplice comunicazione. Se la ritiene sostanziale presenta una nuova domanda di autorizzazione unica ambientale. L'Autorità competente, entro 60 giorni dalla comunicazione, può dichiarare la modifica come "sostanziale" e ordinare all'impresa o al gestore di presentare una domanda di autorizzazione. Se non si esprime entro 60 giorni, la modifica non sostanziale può essere eseguita. L'Autorità competente provvederà ad aggiornale l'autorizzazione in atto, senza che tale modifica non sostanziale comporti variazioni alla durata dell'autorizzazione unica ambientale medesima. Regioni e Province autonome possono fissare ulteriori criteri di individuazione delle modifiche sostanziali e indicare modifiche non sostanziali per le quali non c'è l'obbligo di fare la comunicazione.
Nell’allegato al Decreto viene definito il contenuto delle autorizzazioni generali per le tipologie di impianti ed attività, per le quali vengono elencati l’ambito di applicazione, le prescrizioni e le considerazioni di carattere generale, nonché il facsimile di relazione tecnica semplificata.
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ACCADE NEL MONDO
Waste•smART: il concorso attraverso cui i cittadini europei possono esprimere artisticamente le loro idee sui rifiuti
da ARPAT
La partecipazione è aperta fino al 30 settembre 2013

Ogni anno, i cittadini dell'UE generano una media di sei tonnellate di rifiuti solidi a persona che invece potrebbero essere riutilizzati e riciclati il più possibile per evitare che finiscano in discariche o in impianti di incenerimento, con possibili ricadute negative sull’ambiente e la salute umana
I cittadini come giudicano lo spreco di cibo? Cosa pensano andrebbe fatto per meglio ridurre, riutilizzare o riciclare i rifiuti? Cosa pensano delle discariche?
L’Agenzia europea dell'ambiente (EEA) vuole invitare i cittadini a condividere le proprie idee e opinioni su tutti gli argomenti inerenti i rifiuti attraverso il concorso Waste•smART che ha per oggetto la rappresentazione artistica dei rifiuti attraverso la realizzazione di video, foto e cartoni animati.
Il concorso è aperto a tutti i cittadini degli stati dello Spazio economico europeo (SEE), e dei paesi cooperanti, che abbiano compiuto 18 anni. Per ognuna delle tre categoria sopraccitate sarà assegnato al vincitore un premio di 500 € e vi sarà inoltre un ulteriore premio di 500 € per la migliore opera giovanile (riservato ai nati dal 1989 al 1995).
Foto, cartoni animati e video dovranno essere accompagnati da un breve testo.
I termini per la presentazione delle opere sono 1 giugno - 30 settembre 2013 (ore 12:00)
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ACCADE NEL MONDO
GRANDE SUCCESSO DELLA PRIMA GARA PODISTICA CITTADINA DI RONCIGLIONE
Sabato pomeriggio scorso a Ronciglione (VT) erano duecentodue i concorrenti a "Corri per Gaia" sia per la corsa che per la passeggiata ecologica e storica all'interno del borgo medioevale del paese. Corri per Gaia, la prima edizione di una corsa podistica ecologica regionale, si è snodata per 8,300 chilometri per le vecchie vie del paese e per le campagne limitrofe. Un risultato che gli organizzatori non si aspettavano, infatti le prime edizioni di ogni gara sportiva sono viste dagli atleti con un pò "di sospetto", in questo caso, invece, ha prevalso il messaggio della manifestazione indirizzato verso l'ambiente naturale e la sua salvaguardia. Grazie a ciò sono giunti atleti oltre che dalla provincia di Viterbo, da Roma e da Napoli. Una gara per niente facile nonostante i pochi chilometri d'impegno, infatti i concorrenti hanno dovuto affrontare discese e salite continue, strade sterrate e alla fine anche gradini. Comunque tutti soddisfatti, atleti compresi. La corsa è stata organizzata da Accademia Kronos e da Liberi Podisti di Vetralla. La premiazione si è svolta nella piazza del comune di Ronciglione sui gradini della famosa fontana del Vignola (foto).
Questa la graduatoria d'arrivo. Le prime tre donne assolute: Paola Salvatori, Chiara Cruciani, Orsola Anna Clausi.
I primi tre uomini assoluti: Guido Arsenti, Luca Scardetta, Yahya Boudouma.
I prossimi appuntamenti di "Corri per Gaia" in autunno forse a Veio e a Montalto di Castro.
(Seguono le foto della manifestazione sportiva )



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ACCADE NEL MONDO
Tornado si abbatte su Cavenago in Brianza
Una rapida carrellata su eventi drammatici del passato e mappa degli ultimi tornado in Europa

Continua il fenomeno dei tornado in Italia, un fatto anomalo se guardiamo al passato, quando eventi del genere potevano avvenire a distanza di anni. Ora invece dobbiamo registrare da novembre 2012 ad oggi tre eventi importanti, il primo quello disastroso di Taranto dove ha perso la vita una persona, poi quello del 3 maggio 2013 nel modenese e l'ultimo del 29 maggio in Brianza.
Solo a maggio in Europa si sono registrati 46 tornado, 8 in Italia, di cui l'ultimo quello di Cavenago. A fine articolo potete visionare la mappa degli ultimi eventi estremi meteo realizzata da: European Severe Storms Laboratory.
Il tornado o, meglio, la tromba d'aria che si è abbattuta sulla Brianza è stata classificata di forza F1, un'energia media, ma che ha comunque prodotto danni ingenti e per fortuna solo un paio di feriti lievi.
Un altra tromba d'aria è stata rilevata nella stessa giornata a Grado, in Friuli Venezia Giulia, alle 7.10. E poi a Mirabella, nel Veneto, il 25 maggio, a Chioggia giorno precedente, a Napoli il 23 maggio, Jesi e Mirandola. Fino a quello di inizio mese a San Giorgio di Piano, in Emilia Romagna, che aveva provocato tredici feriti.
L'area del triveneto e dell'alto Adriatico risulta sempre la più interessata da trombe d'aria e tornado. Il motivo è dato dalla valle Padana che trasmette all'atmosfera temperature in contrasto con quelle provenienti dai Balcani o dal nord Europa, un pò come accade, ma in maniera estremamente minore, tra il Golfo del Messico i le pianure del sud USA. Qui le temperature abbastanza elevate provenienti dal caldo mare del Golfo del Messico si scontrano con quelle più fredde provenienti dall'Alaska e dal Canada. Da questo contrasto nascono in USA i devastanti tornado. Stessa cosa, ma in piccolo, accade sul versante nord orientale della penisola.
Può capitare infatti che dall'eccessivo calore emesso dalla valle Padana si inneschino fenomeni meteo estremi, paragonabili a quelli americani. Un esempio drammatico nel nostro Paese, proprio nella zona che abbiamo preso in esame, accadde l'11 settembre del 1970. In quell'occasione ci fu un'estate molto calda e l'arrivo di correnti più fredde provenienti dal nord Europa creò un "mostro" F4 che sconvolse la laguna veneta. Fu un vero e proprio tornado che provocò 36 vittime, in particolare facendo affondare a Venezia un vaporetto e distruggendo due campeggi.
Restando in tema di grandi disastri meteo prodotti dal vento sul nostro Paese, va ricordato il fenomeno meteo estremo che nel 1851 causò in Sicilia 500 morti. In quel caso da una supercella si svilupparono due poderose trombe marine che unendosi raggiunsero il litorale in prossimità di Marsala, distruggendo case e affondando navigli. Un altro caso drammatico fu quello del 16 Giugno 1957 quando un F4 sconvolse l'Oltrepò pavese con venti all'interno del vortice stimati oltre i 400 km/h; si contarono 6 vittime e numerosi feriti. Non molto distante e pochi anni dopo un altro tornado provocò 9 vittime tra parmense e piacentino; era il 4 Luglio 1965.
MAPPA DEI TORNADO E ALTRI FENOMENI ESTREMI METEO SULL'EUROPA REGISTRATI NELL'ULTIMA SETTIMANA DI MAGGIO 2013

tornado severe wind large hail heavy rain
funnel cloud gustnado dust devil
heavy snowfall/snowstorm ice accumulation avalanche damaging lightning |
ACCADE NEL MONDO
SI VA VERSO UNA STABILIZZAZIONE DELLE PRIMAVERE SUL MEDITERRANEO ALL'INSEGNA DEL CATTIVO TEMPO?
ANALISI DELLE SITUAZIONI METEO DELLA PRIMA SETTIMANA DI GIUGNO DAL 2009 AL 2012
Temiamo che, facendo un'analisi retrospettiva sulle evoluzioni meteoclimatiche del nostro Paese ( 5 anni dal 2009 ad oggi), si stiano definendo per il futuro messi di maggio e di inizio giugno all'insegna dell'instabilità. Una primavera ormai fuori dai canoni climatici tradizionali. Un aspetto importante in cui agricoltori e tour operator dovranno tenerne conto per il futuro.
Ed ecco cosa è accaduto nelle prime settimane di giugno dal 2009 ad oggi:
METEO PRIMA SETTIMANA DI GIUGNO 2009
LUNEDI 1 GIUGNO: bassa Pressione sull'Italia con aria fresca in quota, temporali diffusi al centro sud, con maltempo sul Lazio, ancora piogge su est Sardegna, Romagna, basso Piemonte, Liguria, Sicilia .Persiste il maltempo fino a sera al centro, Romagna, rovesci su Campania, Calabria.
MARTEDI 2 GIUGNO: temporali al sud anche forti sulla Puglia e Campania, peggiora nel pomeriggio dalle Alpi orientali verso Venezie, Emilia, e al centro su tutti gli Appennini e zone interne verso il Lazio. Fresco, sole altrove.
MERCOLEDI 3 GIUGNO: temporali al sud, e Marche, Abruzzo, Molise, sole al nord e Toscana e Sardegna,peggiora su messinese. Nel pomeriggio di nuovo un po' instabile su Friuli Venezia Giulia G, basso Veneto.
GIOVEDI 4 GIUGNO: tempo buono, residue piogge sul Salento.
VENERDI 5 GIUGNO: piogge in arrivo al nord, Toscana, alto Lazio.
Stabile e più caldo dal 5 all' 8 Giugno salvo rovesci sparsi al nord, specie sui settori ovest
METEO PRIMA SETTIMANA DI GIUGNO 2010
L'alta pressione delle Azzorre tenterà di riconquistare anche il Mediterraneo centrale ma riuscendoci solo in parte. L'Italia continuerà ad essere lambita da freschi venti nord-orientali moderatamente instabili. Questo a causa di una bassa pressione in lento movimento verso levante presente sui Balcani. Le regioni adriatiche, le Alpi orientali e diversi settori del sud, resteranno interessati da nuvolosità a tratti intensa con associati rovesci o temporali. Nel contempo andrà meglio sulle regioni occidentali dove attendiamo i maggiori spazi soleggiati e dove il rischio di pioggia resterà molto basso. Temperature senza variazioni di rilievo sulle regioni adriatiche, anche sotto la media. Più mite al nord e regioni occidentali con valori in linea con la media.
EVOLUZIONE METEO PRIMA SETTIMANA DI GIUGNO 2011
Nuova serie di peggioramenti del tempo a partire dalle regioni di nord-ovest, alta Toscana e Sardegna per la circolazione depressionaria in persistenza sul Mediterraneo centro-occidentale. Quindi si alterneranno venti meridionali e occidentali piuttosto umidi ed instabili per il centro-nord, al sud invece favoriranno un aumento delle temperature ed un tempo più stabile. Dal 7 al 9 Giugno si attende tempo particolarmente instabile al centro-nord con occasione per diffuse manifestazioni temporalesche. Temperature che tutto sommato resteranno su valori intorno alla media stagionale, solo a tratti sotto media ove insisteranno le piogge e al di sopra invece al sud ed in Sicilia
PRIMA SETTIMANA DI GIUGNO 2012
Fino a martedì si prevede una certa instabilità del tempo sulle regioni settentrionali e sull'alto versante adriatico. Temporali anche di forte intensità nelle zone a ridosso delle Alpi centro-orientali. Al centro e al sud variabilità estesa, ma senza fenomeni meteo particolari, qualche pioggia sull'Appennino centro settentrionale. e vento fresco proveniente dal quadrante nord orientale. Al sud invece inizia a salire la colonnina di mercurio. Caldo e temperature estive in arrivo anche al centro nord a partire da mercoledì. Caldo che farà registrare anche 35 gradi nelle grandi città del centro sud verso la fine della settimana. Cielo stabile e temperature quasi estive nelle zone colpite dal sisma. Mari da poco mossi a calmi. Si può dire che da questa settimana inizia finalmente "l'estate".
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ACCADE NEL MONDO
UN CALDO FUORI DELLA NORMA E DELLA STAGIONE IN SCANDINAVIA E IN RUSSIA
Cronaca mondo - a cura di Edoardo Ferrara
Caldo anomalo in Scandinavia ed alta Russia, temperature sopra la media anche di oltre 8-10°C - Un insolito e persistente campo di alta pressione dal cuore caldo centrato sul Mar di Barents sta determinando una sequenza di giornate particolarmente calde su Scandinavia e Russia europea più settentrionale. Un caldo anomalo che si protrae ormai da diversi giorni, con punte addirittura vicine ai 30°C. E pensare che invece l'Europa centro-occidentale continua a sperimentare un clima particolarmente fresco, con temperature sotto la media anche di 8-10°C tra Germania, Francia e area alpina.
Il 31 maggio si sono registrate punte di 29°C sui Fiordi norvegesi, ben 26°C a Trondheim, 25°C a Bergen, 20°C a Tromso (1°C in più rispetto a Milano!). Fino a 25-26°C anche in Lapponia, come a Rovaniemi. Particolarmente caldo sulla Russia europea più settentrionale, con addirittura ben 27°C ad Arcangelo, 26°C ad Onega e Pinega: stiamo parlando di località appena sotto il Circolo Polare Artico. Il caldo persistente ha determinato una rapida fusione del manto nevoso anche sui Monti Scandinavi, fatto che ha favorito un repentino aumento del livello dei fiumi con diverse inondazioni, in particolare sulla Norvegia sudorientale dove nei giorni scorsi ci sono state centinaia di evacuazioni.
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ACCADE NEL MONDO
BASTA AL CONSUMO DEL SUOLO, RIUTILIZZARE SPAZI ESISTENTI MA ABBANDONATI
Roma, 31 mag. - (Adnkronos)
Contro il consumo di suolo l'imperativo è riutilizzare: aree edificate, terreni incolti, ex cantieri. Riciclare spazi esistenti ma abbandonati per crearne di nuovi, dedicati alla socialità. E c'è una forte domanda di riutilizzo, perlopiù organizzata, che aspira alla riqualificazione degli insediamenti urbani e del territorio e chiede il recupero e il riuso per fini di utilità collettiva e ambientale di aree e manufatti abbandonati, sottoutilizzati e dismessi. Una domanda che rispecchia la consapevolezza della necessità di dare la priorità al contenimento del consumo del suolo e alla conservazione del verde e della biodiversità.
Lo rileva il Wwf da una prima analisi dei dati della campagna ''Riutilizziamo l'Italia'' che dal 5 giugno al 30 novembre ha raccolto 575 schede di segnalazione, provenienti per il 38% dal Sud Italia e isole, 33% dal Centro Italia e 29% dal Nord. Ad emergere è uno screening della tipologia del patrimonio esistente non utilizzato e delle proposte elaborate dalle comunità locali e dai singoli cittadini e da una rete di 25 tra esperti e docenti di 11 diversi atenei.
L'esistenza di una forte domanda sociale organizzata viene dal fatto che le schede di segnalazione (che contenevano almeno 10 campi informativi da compilare, dagli aspetti anagrafico-localizzativi, a quelli riguardanti le destinazioni urbanistiche e le vocazioni territoriali) sono state compilate per il 70% da associazioni e comitati, per il 28% da singoli cittadini (mentre il 2% non risponde). Il patrimonio in abbandono nel Paese, sulla base delle 575 segnalazioni, riguarda per il 67% aree edificate, per il 18% incolti degradati o in evoluzione (7% incolti in evoluzione, cioè dove la natura sta prendendo il sopravvento e 11% dove impera il degrado), 4% aree di scavo (cave o altre forme di prelievo di inerti), 7% aree ex cantieri, mentre il restante 4% non risponde.
Vengono segnalati anche i rischi provocati dall'abbandono e dalla dismissione, visto che il vuoto (che per il 33% riguarda aree private e per il 27% aree pubbliche, mentre per il 40% non si hanno informazioni certe) si trasforma in degrado: i rischi segnalati sono quelli dipendenti per il 36% da strutture pericolanti, per il 32% dall'inquinamento del suolo, per il 19% dai luoghi trasformati in discariche o depositi di materiali, per il 3% da altri fenomeni, mentre per il 10% non sono pervenute risposte.
L'85% delle 575 schede pervenute al Wwf Italia contiene idee e proposte di riutilizzo ambientale e sociale delle aree censite, con proposte che riguardano per il 49% una riqualificazione green delle aree (per il 20% a verde pubblico, per il 15% per ricomporre la rete ecologica, per il 9% ad orti urbani e sociali, per il 5% ad uso agricolo), mentre per il 47% il riutilizzo urbanistico.
A partire dal 2013 il Wwf Italia ha intenzione di creare laboratori territoriali, a cui partecipino i cittadini organizzati e non, insieme con i docenti universitari e gli esperti locali interessati, che consentano di stabilire interlocuzioni e vertenze con le istituzioni su aree o piani, programmi e progetti di trasformazione del territorio, allo scopo di contenere o bloccare il degrado e l'ingiustificato consumo del suolo, supportando questa azione diffusa con workshop e momenti di riflessione nazionali per individuare strumenti tecnici e normativi per catalizzare le risorse pubbliche e private nei processi di trasformazione e riqualificazione del territorio.
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ACCADE NEL MONDO
In Ue il 2,3% del territorio è ricoperto da cemento, Italia oltre la media europea
Roma, 31 mag. - (Adnkronos)
Nel 2006 ogni cittadino dell'Unione europea consuma 390 metri quadrati di suolo, vale a dire 15 metri quadrati in più rispetto al 1990.

Circa il 2,3% del territorio europeo è ricoperto da cemento. Il dato emerge dal rapporto 'Overview on best practices for limiting soil sealing and mitigating its effects', presentato dalla Commissione Europea. Dai mille chilometri quadrati stimati nel 2011 dalla Commissione Europea (estensione che supera la superficie della città di Berlino) circa 275 ettari al giorno (1990 e il 2000), si è passati ai 920 chilometri quadrati l'anno (252 ettari al giorno) in soli 6 anni (2000 - 2006). Il risultato è che nel 2006 ogni cittadino dell'Ue consuma 390 metri quadrati di suolo, vale a dire 15 metri quadrati in più rispetto al 1990. Di questi 390, circa 200 metri quadrati sono effettivamente impermeabilizzati, coperti da cemento o asfalto, per un totale di 100mila km (2,3%).
L'Italia, con il 2,8% di suolo consumato, risulta oltre la media europea (2006). L'impermeabilizzazione di per sè, ricorda l'Europa, diminuisce molti degli effetti benefici del suolo. Ad esempio, riducendo l'assorbimento di pioggia, in casi estremi impedendolo completamente, si avranno una serie di effetti diretti sul ciclo idrologico e indiretti sul microclima, producendo un aumento del rischio inondazioni. Non a caso, infatti, il Reno, uno dei maggiori fiumi d'Europa, ha perso, 4/5 delle sue pianure alluvionali naturali e Londra il 12% dei suoi giardini in soli 10 anni, sostituiti da circa 2. 600 ettari di manto stradale.
Ancora, impermeabilizzando un ettaro di suolo di buona qualità con elevata capacità di ritenzione idrica (4.800 metri cubi), si riduce in modo significativo anche l'evapotraspirazione. L'energia necessaria per far evaporare quella quantità di acqua, equivale al consumo energetico annuo di circa 9mila congelatori, quasi 2,5 milioni di kwh. In termini economici, supponendo che l'energia elettrica costi 0,2 Eur/kwh, un ettaro di suolo impermeabilizzato comporterebbe una perdita di quasi 500mila euro. Inoltre, l'espansione urbana e la cementificazione delle aree agricole pongono problemi anche sulla sicurezza e l'approvvigionamento alimentare. Tra il 1990 e il 2006, 19 Stati membri hanno perso una capacità di produzione agricola complessiva pari a 6,1 milioni di tonnellate di frumento (l'1% del loro potenziale agricolo, circa 1/6 del raccolto annuale in Francia, il maggior produttore d'Europa).
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ACCADE NEL MONDO
NUOVE SCOPERTE SCIENTIFICHE MANDAMO "IN SOFFITTA" LA TEORIA DEL BING BANG
di Ennio La Malfa
Per noi tutti era assodato che l'universo fosse nato circa 14 miliardi di anni fa da un atomo "primevo" dopo un'imponente esplosione. Prima di quest'evento, secondo la teoria del big bang, non esisteva nulla, neppure il tempo. Ora questa teoria è stata rivista e, in parte, ridisegnata. Il Big Bang non fu per il nostro cosmo l'evento primo, unico irripetibile, ma solo uno dei tanti eventi che caratterizzano la vita degli universi, il nostro compreso. Si è cominciato a pensare ad un origine diversa del nostro universo, ma più che all'origine si è postulato il teorema che il nostro è nato da altri universi o che da un universo già preisistente in fase di "restringimento" sia scoccata un "scintilla" capace di farlo nuovamente espandere.
La teoria dell'inflazione, cioè della espansione uniforme dell'universo dopo un inizio "esplosivo" non è stata comunque confutata dalle ultime ricerche, infatti grazie al telescopio orbitante Hubble si è potuto verificare che l'espansione è ancora in pieno svolgimento, al contrario di quanto si pensasse fino a qualche decennio fa. L'esempio è quello di un palloncino di gomma, se iniziamo a soffiare al suo interno, esso tenderà a gonfiarsi e ad estendersi in maniera uniforme, ma se continuiamo a soffiare esso scoppierà. Per molti scienziati questa è la visione attuale del nostro universo, alcuni però teorizzano che non ci sarà una fine come il nostro palloncino. Secondo questi quando il calore latente iniziale che ha dato vita a questo universo si sarà del tutto esaurito ( Big Freeze) esso inizierà a contrarsi (Big Grunch), fino a diventare una specie di infinitamente grande buco nero. Dopo di che la materia concentrata in esso eserciterà un calore di miliardi e miliardi di gradi tale da farla riuscire da un'altra parte dando vita ad un nuovo Big Bang. E così via all'infinito. Questa teoria è stata battezzata: " il respiro di Dio".
Il respiro di Dio? Sono rimasto quasi folgorato da questa breve frase perché ne ho già sentito parlare, ma molti anni fa. Così sono tornato con i ricordi quando avevo soggiornato nel 1985 ad Auroville in India, regione del Tamil Nadu, a sud di Madras.
Noi occidentali eravamo soliti incontrarci il tardo pomeriggio ad Auroville, nella città di Sri Aurobindo e della Mere, ed esattamente nei pressi del Matri Mandir con i maestri induisti. In uno di questi incontri si parlò dell'origine di tutte le cose, universo compreso. Il maestro Nata, citando vecchi testi Veda (Upaniṣad; Mahabharata; Ramayana), tradusse per noi, direttamente dal sanscrito, una parte dove si diceva che tutto è sempre esistito e che l'universo si espande e si restringe in continuazione perché non è altro che il respiro di Brahma. Per il nostro mondo tuttavia c'è stato un inizio: nella Manu Smriti o Leggi di Manu, si afferma che Brahma, già presente nel tempo e nello spazio, crea dall'universo già esistente il nostro mondo attraverso l'uovo cosmico. L'uovo cosmico per alcuni potrebbe essere la nube incandescente da cui nacque il nostro sistema solare e con esso la nostra Terra.
Quindi migliaia di anni fa si sapeva che l'universo una volta si espande, poi si restringe e poi ancora si espande all'infinito, proprio come i nostri polmoni che si espandono e si restringono al ritmo del respiro. Giorni prima, sempre il maestro Nata, da un altro antico testo, ci aveva resi edotti sul fatto che i saggi Veda avevano, migliaia di anni fa, diviso il giorno in 24 ore, le ore in minuti, i minuti in secondi e i secondi in ulteriori frazioni. Queste ed altre meraviglie, scoperte dalla nostra scienza, sono riportate nei sacri testi Veda, antecedenti e di molto alla nascita di Cristo (si parla che i primi testi furono scritti nel 4.500 a.C.).
Anche la cosiddetta massa oscura, scoperta dalla scienza da pochi decenni e che rappresenta il 90% del peso dell'universo, che nessun strumento è ancora riuscito a "fotografare", ma che esiste, i Veda già la conoscevano. Pensate: tutto quello che noi vediamo con gli occhi e con strumenti elettronici sofisticati è solo il 9,9% della realtà. Per l'induismo invece la massa o forza oscura è sempre stata una realtà scontata, conosciuta come Prana, l'energia vitale invisibile che pervade ogni cosa dalle stelle ai corpi umani.
Allora se i nostri saggi avi sapevano già tutto, perché la scienza attuale non "abbassa un pò le penne" e comincia a studia questi testi. Sicuramente avrebbe degli spunti interessanti per continuare sulla strada della conoscenza. Ma questo difficilmente avverrà perché conosciamo bene l'alterigia del mondo scientifico che ancora pensa che tutto ciò che proviene dal passato è solo superstizione o legenda... Ma noi che non apparteniamo alla casta scientifica ufficiale sappiamo che quasi tutto, in un lontano passato era conosciuto, e questa conoscenza ci è stata tramandata attraverso monumenti enigmatici, scritti sibillini e miti. E allora perché non cominciamo ad interessarci del nostro lontano passato, attraverso la rivisitazione e reinterpretazione delle nozioni storiche che ci hanno propinato fino ad oggi. Heinrich Schliemann aveva creduto nelle storie e nei miti descritti da Omero e, non curante delle critiche e derisioni dell'allora mondo accademico, scoprì Troia. E' un esempio questo per farci riflettere che miti e leggende infondo hanno una base si verità.

Il Matri Mandir ad Auroville
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