NOTIZIARIO NR 27

  VII° ANNO MAGGIO - GIUGNO 2005

SPORT E AMBIENTE

(di Domenico SORRENTINO)


“Medicus curat, Natura sanat” il medico cura, la natura guarisce e ancora “Mens sana in corpore sano” mente sana in un corpo sano, questo dicevamo i nostri avi latini e, dopo più di 2000 anni, dobbiamo riconoscere che avevano ragione. E' ormai appurata da secoli la correlazione positiva tra ambiente naturale e stato di salute dell'uomo. Qualcuno si è anche chiesto perché, e le risposte sono state molteplici. La principale è che in prossimità di un bosco c'è più ossigeno, l'aria è più gradita dai nostri polmoni, non ci sono gas tossici, né polveri sottili, né tanto meno rumori fastidiosi a turbare il nostro cervello. Un'altra risposta di tutto rilievo è la presenza dominante del verde. Sappiamo tutti che i colori sono anche  una manifestazione elettromagnetica e come tali influenzano le menti degli animali e dell'uomo. Il verde si è scoperto emette onde elettromagnetiche che rallentano gli stati ansiosi e bloccano le degenerazioni depressive, incutendo, soprattutto nell'uomo, uno stato di serenità e di quiete. Ci sono molte discipline della cosiddetta medicina alternativa che a certi sintomi di malattie affidano le terapie alla natura come: la meditazione, la corsa nei suoi sentieri erbosi, abbracciando un albero, dormendo sotto le fresche fronde di una quercia e camminando a piedi nudi sui prati. Oggi anche la medicina ufficiale( allopatica) comincia a prescrivere cure a base di full immersion nella natura.

Lo sport all'aria aperta somma tutte queste componenti e dà a chi lo professa quella “ Mens sana in corpore sano” che ognuno di noi aspira avere fino alla vecchiaia più avanzata.

Da qui la venerazione e l'amore verso la natura per chi pratica sport all'aria aperta. Lo sport che usa come palestra l'ambiente naturale oltre che ad essere più salutare rispetto a quello effettuato in luoghi chiusi (in palestra volenti o nolenti si respira anche l'aria espulsa dai polmoni degli altri atleti) suscita maggiori sensazioni di piacere e di completezza psichica e fisica. Nel 1991 negli USA fu fatto un interessante esperimento, furono coinvolti 200 atleti. 100 si dedicarono ad attività sportive  all'aria aperta all'interno di un parco naturale, gli altri 100 alle stesse attività sportive, ma all'interno di una grande palestra. L'impegno portato avanti per 10 giorni consisteva nel fare sport per 7 ore al giorno, 4 la mattina e 3 il pomeriggio. Alla fine dell'esperimento si è notato che il 90% degli sportivi che avevano utilizzato come spazio d'allenamento prati e aiuole  del parco, risultavano meno affaticati e più soddisfatti degli altri che avevano operato all'interno di un edificio. Oltre a ciò si è riscontrato che gli atleti all'interno della palestra avevano avuto ben 38 infortuni leggeri, contro i 12 dei colleghi del parco. All'interno della palestra si erano verificate 18 discussioni animate al limite dello scontro fisico tra atleti e tra questi e gli allenatori. Nell'altro caso solo due episodi. Alla domanda finale:”ripeteresti questa esperienza?” Gli atleti del parco hanno risposto di si per il 78%, quelli della palestra solo per il 41%.   

La morale di tutto questo è che sport e ambiente naturale sono in evidente simbiosi. Bene l'avevano capito gli svizzeri che al finir dell'ultima guerra mondiale avevano inventato i percorsi “Vita”, oggi presenti anche in Italia. Il percorso Vita, lo sanno tutti, è un tracciato o un sentiero nella natura dove a chiunque è consentito fare della sana ginnastica e nel contempo ammirare l'ambiente. Oggi questi percorsi Vita sono diventati più complessi, hanno molte variabili, prevedono programmi adatti anche per  bambini e anziani, prevedono d'essere utilizzati sia per chi fa una semplice passeggiata e sia per chi vi corre a piedi o in mountainbike. E' possibile quindi correre lungo tutto il circuito per più volte senza mai fermarsi, fino a sostare nelle aiuole e fare gli esercizi ginnici descritti negli appositi cartelli. Questi percorsi si sono arricchiti anche di contributi didattici-scientifici. In alcuni spiazzi predisposti lungo il circuito è possibile ammirare particolari essenze vegetali, affioramenti geologici e reperti storici e archeologici. Oltre che a far ginnastica all'aria aperta ci si può arricchire di conoscenze botaniche ed archeologiche.

Chi organizza competizioni sportive serie deve necessariamente considerare la valenza del rapporto tra sport e ambiente e viceversa.  Questo è anche un modo di difendere l'ambiente naturale. Lo stesso sportivo che partecipa ad iniziative che come sfondo o come palestra hanno l'ambiente naturale, inevitabilmente diventa un attento difensore del verde e della qualità della vita. E' sicuramente una interessante via per costruire una più attenta filosofia dello sport, non solo competizione tra atleti, prove di resistenza esasperata, voglia di essere migliori rispetto agli altri, ma soprattutto voglia di far parte di una natura ricca di vibrazioni e di messaggi che l'atleta può trovare e trasmettere non solo ai propri muscoli,ma alla propria mente e al proprio spirito entrando così in sintonia con la frase dei nostri lontani e saggi avi: “Mens sana in corpore sano” . Uno sportivo nuovo, vicino alla natura e in alcuni casi suo interprete, lontano da pericolosi sogni di gloria e di tentazioni dopanti, un atleta  completo al passo con i tempi.

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