Pare sia stata la siccità la causa principale della scomparsa dei Maya, la mitica popolazione che dominò l'area dell'America Centrale - in Messico in particolare - per
un periodo di circa 3.000 anni. Il regno di questo popolo - divenuto negli anni leggendario, grazie ai meravigliosi templi sopravvissuti al tempo, monumentale
testimonianza della loro civiltà - viene generalmente suddiviso in tre periodi storici.Il primo periodo è quello Pre-Classico, dal 2000 a.C. al 250 d.C; il periodo classico si è sviluppato tra il 250 d.C ed il 900 d.C., mentre il terzo ed ultimo periodo, il Post-Classico, ha avuto termine nel 1500 d.C. Fino ad oggi, la scomparsa del popolo Maya, era ancora avvolta nel mistero.Gli studiosi non erano in grado di stabilire con esattezza le cause scatenanti che, dal 740 al 950 d.C. provocarono la graduale sparizione dei Maya dalla penisola dello Yucatan. Secondo le dichiarazioni rilasciate da Gerald H. Haug, responsabile del Centro Geofisico di Potsdam, in Svizzera, tra le ragioni principali vanno annoverate sicuramente le cause climatiche, e in particolare la siccità. Analizzando il livello di titanio - indicatore del volume di pioggia caduta - presente nei sedimenti rocciosi, ne risulta che la penisola dello Yucatan soffrì tre periodi di forte siccità, che coincidono perfettamente con quanto già appurato dai archeologi relativamente al periodo del grande esodo.
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