Gli scienziati dicono che la catena degli eventi è matematica: la temperatura globale aumenta, i ghiacciai polari si fondono, il livello degli oceani sale. Risultato? Molte piccole isole rischiano di essere sommerse, ad alcune è già successo e in quelle abitate si corre ai ripari finchè si può: ci si sposta nei punti più lontani dalla costa, -profughi- delle nuove emergenze ecologiche. Ne sanno qualcosa nell’isola-Stato di Kiribati, con i suoi 33 atolli in mezzo al Pacifico che perdono terreno letteralmente giorno dopo giorno.
E’ la prima nazione che rischia di sparire a causa dell’effetto serra. Il palazzo è stato già in parte evacuato. Ma non va meglio in Alaska né nei paradisi tropicali come le Maldive o le Seychelles dove negli ultimi 15 anni le acque sono salite di più di 30 cm. Affondati completamente, invece, isolotti come Tebua Terawa e Abanueba (nel Kiribati), mentre a Tuvalu, sempre nel Pacifico, i pochi abitanti rimasti coltivano patate nelle tinozze perché lo scarso suolo ora disponibile è diventato troppo salmastro. Il presidente di Kiribati, Anote Tong, lancia qui il suo appello al Mondo.
|