Un Bosco per Kyoto 2008-2009

Manifestazione conclusiva di Un Bosco per Kyoto 2008

Il 13 gennaio di quest’anno, nello splendido scenario della sala della Protomoteca del Campidoglio si è svolta la quarta edizione della cerimonia “Un Bosco per Kyoto”, anche questa volta apertasi sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica. La sala era gremita all’inverosimile e molti sono rimasti in piedi per gran parte della cerimonia. Il pubblico era formato perlopiù da sindaci provenienti da molte zone d’Italia, da assessori regionali e provinciali, da autorità, tra cui il NOE dei carabinieri, da scuole e da tanta gente curiosa. C’erano anche molti cittadini dell’America latina. Il riconoscimento ai 28 sindaci, 4 assessori provinciali e 2 regionali, è stato conferito per aver avviato politiche di risparmio energetico, per aver realizzato impianti fotovoltaici e piantato almeno un centinaio di alberi. Oltre a questi rappresentanti degli enti territoriali, erano seduti in sala scienziati del calibro di Anna Maria Fausto e Riccardo Valentini dell’Università della Tuscia e di Vincenzo Ferrara dell’ENEA, conosciuti nel mondo scientifico per i loro studi e le loro ricerche sul fenomeno dei cambiamenti climatici. Lo scienziato Ferrara ha aperto i lavori con una relazione che ha dimostrato in maniera inequivocabile come questa straordinaria ondata di freddo, che da dicembre a gennaio sta interessando il Mediterraneo, non sia altro che il risultato proprio del riscaldamento globale. “Mentre da noi, ha detto Ferrara, le colonnine di mercurio sono scese come non si ricordava da anni, nei Paesi scandinavi le temperature sono salite di 7/8 gradi rispetto alle medie stagionali”. Il sindaco del comune ligure di Andora, Franco Floris, premiato alcuni mesi fa dall’EU per il suo comune “solarizzato”, ha spiegato ai colleghi degli altri comuni come si può da una parte salvaguardare l’ambiente e risparmiare energia e dall’altra ottenere benefici anche economici. Nel pomeriggio è stato consegnato ad uno degli indios più famosi nel mondo ambientalista, Plinio Leite de Encarnacao, il premio speciale “Un Bosco per Kyoto 2009”. La motivazione: aver sottratto alla speculazione dei tagliatori illegali di legname pregiato ed ad altri distruttori dell’ambiente naturale, 200.000 ettari di foresta, vincolandola come riserva naturale brasiliana, “Xixuau Xiparina”. Plinio era la prima volta che usciva dalla sua Amazzonia, era un po’ frastornato per la grande presenza del pubblico, ma felice che questa sua coraggiosa impresa fosse stata riconosciuta e premiata in Italia. La sua relazione, tradotta in tempo reale dalla nostra socia Emanuela Evangelista, ha commosso il pubblico, quando Plinio ha affermato che il premio un bosco per kyoto rappresenta un regalo per tutto il popolo indios perché avvalora la loro azione di riappropriazione della foresta, in netto contrasto con la volontà del governo brasiliano che invece vorrebbe in parte trasformarla in pascoli per animali e in campi di soia, è scoppiato un grande applauso e molti si sono commossi. Successivamente è stata premiata l’associazione Afrikasi, la quale ha potuto effettuare in sala un collegamento televisivo diretto con Nairobi dove dall’altra parte c’erano i membri dell’organizzazione umanitaria insieme a tanti bambini locali. E’ stato anche questo un momento toccante in cui l’emozione ha travolto tutti i presenti. Un premio speciale è andato anche alla scienziata austriaca Helga D.Kromp-Kolbo per i suoi studi sull’effetto serra e al palestinese Ibrahim Matar che nel suo Paese con grande pazienza e coraggio ha salvato e ricostruito quei pochi boschi ancora in piedi. In conclusione il noto conduttore televisivo Osvaldo Bevilacqua, ricevendo il premio ha detto che aprirà la sua prossima puntata. Alla fine tutti i premiati presenti, circa 60, hanno sottoscritto un appello rivolto al Papa, al neo presidente degli USA e al presidente della Francia perché possano incontrarsi e insieme gettare le basi per convincere i popoli del pianeta a fermare questa folle corsa verso l’ecocatastrofe.


UN BOSCO PER KYOTO AD OBAMA

Giovedì 12 febbraio, consegnato all’Ambasciata degli Stati Uniti il premio Un Bosco per Kyoto 2009 per il presidente Barack Obama. Per il 2009 la commissione di Accademia Kronos, addetta all’assegnazione del riconoscimento internazionale “Un Bosco per Kyoto”, aveva riconosciuti meritevoli il presidente francese Sarkozy e il neo presidente USA Obama. Il primo perché aveva dichiarato di voler abbattere le emissioni di gas serra nel suo Paese del 40% entro il 2010 e il secondo perché aveva da subito programmato di avviare una politica di rispetto ambientale e di risparmio energetico, nonché di aderire al protocollo di Kyoto. Ma mentre il primo aveva incaricato del ritiro l’ambasciatore di Francia in Italia il giorno della manifestazione a Roma presso il Campidoglio, il 13 di gennaio scorso, il secondo, appena insediato e preso da mille impegni, non aveva potuto dare quest’incarico alla sua ambasciata a Roma. Agli organizzatori di Accademia Kronos ciò era sembrato un rifiuto del presidente USA a ricevere il riconoscimento e invece, dopo quasi un mese dalla cerimonia del Campidoglio, inaspettata, è arrivata l’autorizzazione all’ambasciata di Roma di prendere in consegna il premio”Un Bosco per Kyoto”. A ritirare il premio per conto del presidente Obama è giunta così in Italia una scienziata, Jean Preston, responsabile dello staff della Casa Bianca sull’ambiente e l’energia. Oltre alla scultura, realizzata da due artiste di Viterbo, alle figlie di Obama sono stati donati decine di piccoli animaletti realizzati con un nuovo tessuto ricavato da piante selvatiche che crescono spontaneamente e in grande abbondanza in tutta l’Asia.