STATUTO

ASSOCIAZIONE “ASSOCIAZIONE ACCADEMIA KRONOS – ETS”

Art. 1. Costituzione

1.1 È costituito un Ente del Terzo Settore, in forma di Associazione disciplinata dal Codice Civile, nonché dal Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117 e s.m.i., di seguito il “Codice”, avente la denominazione: “Associazione ACCADEMIA KRONOS Ente del Terzo Settore”, in breve denominabile anche come “Associazione AK – ETS”.

1.2 È obbligatorio, ai sensi di legge, l’uso della locuzione “Ente del Terzo Settore” o dell’acronimo “ETS” nella denominazione sociale, negli atti, nella
corrispondenza e nelle comunicazioni al pubblico.

1.3 L’uso della locuzione “Ente del Terzo Settore” o dell’acronimo “ETS” è subordinato alla decorrenza del termine di cui all’art. 104, comma 2 del Codice ed all’iscrizione dell’ente nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Nello stesso termine cesseranno di avere efficacia le vecchie clausole statutarie rese necessarie dall’adesione al regime ONLUS che diverranno incompatibili con la sopravvenuta disciplina degli Enti del Terzo Settore.

Art. 2. Sede e durata

2.1 L’associazione ha sede legale nel Comune di Ronciglione, nei locali individuati dal Presidente ed approvati dal Consiglio Direttivo, e può istituire sedi e uffici operativi in Italia e all’estero, per il raggiungimento dei propri scopi sociali.

2.2 Il trasferimento della sede legale all’interno del comune è deliberata del Consiglio Direttivo e non costituisce variazione statutaria. 2.3 La durata dell’associazione è fissata al 31/12/2100.

Art. 3. Oggetto e scopo

3.1 L’associazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità civiche, solidaristiche, di utilità sociale e di protezione e tutela del bene collettivo, nel campo ambientale ed in quello della salute umana ed animale
e) interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente e all’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, con esclusione dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi;
h) ricerca scientifica di particolare interesse sociale;
v) promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della non violenza e della difesa non armata;
w) promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti delle attività di interesse generale di cui al presente articolo, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi di cui all’articolo 27 della legge 8 marzo 2000, n. 53, e i gruppi di acquisto solidale di cui all’articolo 1, comma 266, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;
z) riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata.

3.2 L’associazione potrà avere altre sedi in Italia e all’estero e svolgerà la propria attività direttamente o tramite accordi di cooperazione con altri enti, associazioni o società di servizi.

3.3 L’associazione, nel perseguimento delle proprie finalità svolge, in via esclusiva o principale, una delle seguenti attività di interesse generale di seguito indicate con le lettere di cui all’art. 5 del Codice:

e) interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente e all’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, con esclusione dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio di rifiuti urbani, speciali e pericolosi, nonché alla tutela degli animali e prevenzione del randagismo, ai sensi della legge 14 agosto 1991, n. 281, in particolare tale attività si esplicherà:
– nella diffusione del “Progetto IO FACCIO LA MIA PARTE”, finalizzato anche a sensibilizzare i cittadini sulle corrette modalità di raccolta dei rifiuti;
– nella elaborazione e diffusione gratuita di giornali periodici informativi anche a diffusione via posta elettronica e sul web in collaborazione con il comitato tecnico scientifico;
– nella prestazione di consulenza gratuita per la promozione del verde;
– nella promozione di una cultura di ecologia integrale;
– nella collaborazione con le Amministrazioni Comunali, Enti ed Associazioni locali per la progettualità relativa alla formazione ed integrazione di aree verdi a carattere pubblico, ed alla prevenzione dei dissesti idrogeologici ed incendi boschivi;
– nello studio del futuro dell’umanità minacciato da eventi negativi legati al peggioramento della qualità della vita ed al degrado e distruzione dell’ambiente naturale;
– nella difesa e conservazione del mondo animale, dell’ambiente e della biodiversità in genere, studio degli effetti del global warming sugli ecosistemi naturali e sull’uomo;
– nella promozione di iniziative formative rivolte anche alle scuole, attraverso la partecipazione a convegni, conferenze ed incontri di studio collaborando anche con le università nell’organizzazione di attività didattiche dedicate all’ambiente, con finalità formative e di sensibilizzazione in materia di ambiente ed ecologia integrale;
– nella promozione della collaborazione con i servizi prestati dalle guardie zoofile, ittico-venatorie ed ecologiche addette, al rispetto delle leggi, regolamenti locali, nazionali ed internazionali e in collaborazione con le Pubbliche amministrazioni, alla difesa degli animali, della fauna selvatica e ittica nonché degli animali domestici e di allevamento, dell’ambiente e del patrimonio naturale.
h) ricerca scientifica di particolare interesse sociale in particolare sugli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute umana, degli ecosistemi terrestri e dell’economia planetaria.
v) promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della non violenza e della difesa non armata, tra cui in particolare:
attivazione di una rete legale tra gli associati delle sezioni di ACCADEMIA KRONOS e tra quelli ad esse affiliate che valorizzi tale cultura della legalità partecipando, anche dinanzi le Autorità giudiziarie, a vicende aventi valore legale con rilievo penale, civile ed amministrativo che hanno determinato danni ambientali, danni alla salute collettiva ed individuale ed alla tutela animale.
w) promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti delle attività di interesse generale di cui al presente articolo, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi di cui all’articolo 27 della legge 8 marzo 2000, n. 53, e i gruppi di acquisto solidale di cui all’articolo 1, comma 266, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, tra cui in particolare:
organizzazione di convegni, seminari e campagne di sensibilizzazione;
organizzazione di raccolte fondi ed eventi; promozione di azioni legali individuali e Class action;
z) riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata, tra cui in particolare:
richiedere in gestione affidata gli stessi immobili per utilizzarli a favore della comunità promuovendone una coscienza ambientalista, in particolare tra i giovani e tra i soggetti svantaggiati.

a) 3.4 L’associazione nell’esercizio della propria attività può, ove sia ritenuto confacente ai propri interessi in vista del perseguimento delle finalità statutarie, liberamente aderire ad altre associazioni, stipulare accordi con organizzazioni ed enti, finanziare attività esterne o progetti, costituire o partecipare a società strumentali e di servizi, richiedere od ottenere contributi da Enti privati e pubblici, richiedere finanziamenti e partecipare a bandi pubblici e/o privati per la ricerca, l’innovazione, la cultura e la diffusione del sapere scientifico.

In via esemplificativa e non tassativa, l’associazione potrà in particolare:
a. stipulare ogni opportuno atto o contratto, anche per il finanziamento delle operazioni deliberate, considerate opportune e utili per il raggiungimento degli scopi statutari, tra cui, senza esclusione di altri, l’assunzione di prestiti, mutui, a breve o lungo termine, l’acquisto di beni mobili od immobili, la stipula di convenzioni di qualsiasi genere anche trascrivibili nei pubblici registri, con enti pubblici e privati;
b. stipulare convenzioni per l’affidamento in gestione di parte delle attività;
c. compiere ogni operazione strumentale al perseguimento del fine istituzionale, ivi comprese quelle di natura economico-finanziaria, purché le medesime non assumano carattere di prevalenza rispetto all’attività principale;
d. esercitare, a norma dell’art. 7 del Codice, attività di raccolta fondi – anche attraverso la richiesta a terzi di donazioni, lasciti e contributi di natura non corrispettiva – al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale e nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e con il pubblico; il Consiglio direttivo può approvare un apposito regolamento finalizzato alla raccolta fondi contenente forme di sensibilizzazione alla donazione ed erogazioni liberali per le finalità dell’associazione.

3.5 L’associazione può svolgere attività diverse, che siano secondarie e strumentali alle attività di interesse generale, secondo i criteri e i limiti definiti con apposito Decreto Ministeriale, ai sensi dell’art. 6 del Codice, tra cui in particolare le seguenti:
– Organizzazione di eventi culturali gratuiti e/o a pagamento, nonché di viaggi e gite aventi finalità promozionali del proprio scopo di interesse generale;
– Somministrazione di alimenti e bevande in occasione degli eventi di cui sopra.
– Pubblicità e sponsorizzazioni.
– Commercio di prodotti ed oggettistica anche con logo dell’associazione.

Art. 4. Patrimonio ed entrate dell’associazione

4.1 Il patrimonio dell’Associazione è costituito:
– dai beni mobili ed immobili che per acquisti, lasciti, donazioni o trasferimenti con qualunque modalità effettuati vengano in proprietà dell’Associazione;
– da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio.

4.2 Il patrimonio dell’Associazione, comprensivo di eventuali ricavi, proventi, entrate comunque denominate, è utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria, ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. E’ vietata la distribuzione, anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate ad associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed altri componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo.

4.3 Le entrate dell’Associazione sono costituite:
– dall’introito delle quote sociali;
– dai redditi derivanti dal patrimonio;
– da eventuali erogazioni, donazioni e lasciti degli Associati o di terzi;
– dai proventi ottenuti da gestioni e iniziative effettuate ai sensi di legge e del presente statuto, nonché dalle attività esercitate ai sensi di legge e del presente statuto;
– da contributi di Pubbliche Amministrazioni, Enti locali, Istituti di Credito e da Enti in genere.

4.4 Per l’adempimento dei suoi compiti l’associazione dispone delle seguenti entrate:
– dei versamenti effettuati dai fondatori originari, dei versamenti ulteriori effettuate da detti fondatori e da quelli effettuati da tutti coloro che aderiscono all’associazione;
– dei redditi derivanti dal suo patrimonio;
– degli introiti realizzati nello svolgimento della sua attività.

4.5 Il consiglio direttivo annualmente stabilisce la quota di versamento minimo da effettuarsi all’atto dell’adesione all’associazione da parte di chi intende aderire all’associazione.

4.6 L’adesione all’associazione non comporta obblighi di finanziamento o di esborso ulteriori oltre al versamento delle quote sociali annuali.

4.7 I versamenti al fondo di dotazione possono essere di qualsiasi entità, fatto salvo il versamento minimo come sopra determinato, e sono comunque a fondo perduto; in nessun caso, e quindi nemmeno in caso di scioglimento dell’associazione, né in caso di morte, di estinzione, di recesso o di esclusione dall’associazione, può pertanto farsi luogo alla ripetizione di quanto versato alla associazione a titolo di versamento al fondo di dotazione.

4.8 Il versamento non crea altri diritti di partecipazione e, segnatamente, non crea quote indivise di partecipazione trasmissibili a terzi, né per successione a titolo particolare, né per successione a titolo universale.

Art. 5. Fondatori, soci, sostenitori e beneficiari dell’associazione

5.1 Il numero degli associati è illimitato. L’adesione è libera, senza distinzioni di sesso, età, religione, residenza. Possono diventare associati tutti coloro, persone fisiche, giuridiche ed enti che condividano le finalità dell’Associazione.

5.2 Sono associati dell’associazione: i soci ordinari ed i soci onorari.

5.3 Tutti gli associati sono tenuti al versamento annuale della quota associativa, secondo gli importi e le modalità stabilite dal Consiglio Direttivo. La quota associativa ha durata pari ad un anno solare e deve essere rinnovata entro la fine del mese di gennaio di ogni anno. Ogni associato maggiorenne ha diritto di elettorato attivo e passivo.

5.4 L’adesione all’associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo.

5.5 L’adesione all’associazione comporta per l’associato avente maggiore età il diritto di voto nell’assemblea.

5.6 Sono associati ordinari coloro che aderiscono all’associazione nel corso della sua esistenza versando le quote annualmente stabilite dal Consiglio Direttivo, sono soci onorari dell’associazione coloro che, oltre a versare la quota annuale, vengono nominati, anche su proposta dell’Assemblea, dal Consiglio Direttivo per aver svolto attività od azioni significative che siano relative allo scopo di interesse generale dell’associazione.

5.7 Chi intende aderire all’associazione sia quale socio ordinario che onorario deve rivolgere espressa domanda al Consiglio Direttivo per ricevere dalla segreteria amministrativa la modulistica da compilare per la richiesta di adesione e successivamente provvedere a fornire prova dell’avvenuto versamento della quota associativa dichiarando di condividere le finalità che l’associazione si propone ed impegnandosi ad approvarne ed osservarne statuto e regolamenti.

5.8 Il Consiglio Direttivo deve provvedere in ordine alle domande di ammissione proposte che saranno da ritenersi accolte qualora non pervenga diversa determinazione dall’associazione entro sessanta giorni dal ricevimento del versamento della quota associativa in vigore all’atto dell’adesione. In caso di mancato accoglimento il Consiglio Direttivo provvederà ad informare l’aspirante associato del diniego, fornendone motivazione. La notifica del diniego dovrà avvenire a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento o PEC e comporterà la restituzione della quota, dedotte le spese sostenute fatti salvi, inoltre, i diritti a favore del richiedente di cui all’articolo 23 del Codice.

5.9 Chiunque aderisca all’associazione può in qualsiasi momento notificare la sua volontà di recedere dal novero dei partecipi all’associazione stessa; tale recesso ha efficacia dall’inizio del secondo mese successivo a quello nel quale il consiglio direttivo riceva la notifica della volontà di recesso. Costituisce volontà di recesso altresì il mancato pagamento della quota associativa per una intera annualità.

5.10 In presenza di gravi motivi, chiunque partecipi all’associazione può esserne escluso con deliberazione del Consiglio Direttivo ratificata dall’Assemblea. L’esclusione ha effetto dal trentesimo giorno successivo alla notifica del provvedimento di esclusione, il quale deve contenere le motivazioni per le quali l’esclusione sia stata deliberata.

Art. 6. Organi dell’associazione

6.1 Sono organi dell’associazione:
 l’Assemblea degli associati;
 il Consiglio Direttivo;
 il Presidente ed il Vice Presidente del Consiglio Direttivo;
 il Segretario e il Tesoriere;
 l’Organo di controllo e l’Organo di revisione (qualora eletto).

6.2 I compensi agli organi dell’associazione e i rimborsi delle spese da questi sostenute non possono superare quanto eventualmente previsto dalle norme vigenti; è vietata la corresponsione al Presidente, ai membri del Consiglio Direttivo, all’Organo di controllo e all’Organo di revisione di compensi individuali non proporzionati all’attività svolta, alle responsabilità assunte e alle specifiche competenze o comunque superiori a quelli previsti in enti che operano nei medesimi o analoghi settori e condizioni; ai medesimi limiti sono sottoposte le indennità per specifici incarichi o funzioni attribuiti a membri del Consiglio Direttivo in alternativa alla esternalizzazione a soggetti terzi.

6.3 Il Consiglio Direttivo può attribuire specifiche funzioni operative ad un Direttore generale, anche scegliendo fra i propri membri, indicandone le mansioni stipulando apposito contratto nella forma maggiormente coerente con il tipo di funzione attribuita e stabilendone un compenso.

6.4 Le indennità e compensi per incarichi o funzione sono essere deliberate dal Consiglio Direttivo.

6.5 Gli organi dell’associazione, anche se scaduti, restano in carica fino al subentro dei nuovi eletti.

Art.7. Assemblea

7.1 L’assemblea è composta da tutti gli associati dell’associazione maggiorenni aventi diritto al voto, che siano in regola con il versamento, ove previsto, della quota associativa.

7.2 In assemblea hanno diritto di voto tutti coloro che sono iscritti da almeno tre mesi nel libro degli associati. Ciascun socio ha diritto a un voto. Il socio che non possa intervenire in assemblea, può farsi rappresentare esclusivamente da un altro socio, con delega scritta.
7.3 L’assemblea si riunisce almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio; essa inoltre:
– provvede alla nomina dei membri del Consiglio Direttivo determinandone anche la consistenza numerica, dell’Organo di controllo e dell’Organo di revisione;
– delinea gli indirizzi generali dell’attività dell’associazione;
– delibera sulle modifiche al presente statuto;
– delibera la trasformazione, la fusione, la scissione o lo scioglimento e la liquidazione dell’associazione e la devoluzione del suo patrimonio.

7.4 L’Assemblea è convocata dal Presidente ogni qualvolta questi lo ritenga opportuno oppure con delibera del Consiglio Direttivo o ne sia fatta richiesta da almeno un terzo degli associati o da almeno due membri del Consiglio Direttivo, oppure dall’Organo di controllo o dall’Organo di revisione.

7.5 L’Assemblea è convocata almeno dieci giorni prima della data fissata per la prima convocazione della stessa. Nei casi di urgenza è consentita una comunicazione inviata con le modalità di cui sopra con tre giorni di preavviso. La convocazione viene inviata a tutti gli associati all’indirizzo di posta elettronica fornito dagli stessi all’atto dell’adesione all’associazione o successivamente comunicato, oppure con ogni altro mezzo tecnologico disponibile all’atto della convocazione che dia, a giudizio del Consiglio Direttivo, garanzia di raggiungimento degli aventi diritto ed inoltre è pubblicata sul sito internet dell’associazione; per gli associati che dichiarano di non possedere indirizzo di posta elettronica la convocazione avverrà con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.

7.6 Il Consiglio Direttivo indica nella convocazione il luogo e la data di svolgimento in prima e seconda convocazione e l’ordine del giorno
dell’assemblea.

7.7 L’Assemblea è ordinaria o straordinaria e tutti gli associati hanno parità di diritti e doveri. L’Assemblea viene convocata in via ordinaria almeno una volta all’anno, entro il 30 aprile o, nel caso previsto dal successivo art. 13, entro il 30 giugno, per l’approvazione del bilancio consuntivo.

7.8 Ai sensi dell’articolo 21 del Codice civile e salve le previsioni specifiche di legge, le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà degli associati presenti o rappresentati. In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli associati presenti o rappresentati.

7.9 Sono riservate alla competenza dell’Assemblea ordinaria:
a. la nomina dei componenti il Consiglio Direttivo;
b. l’elezione e la revoca dei restanti membri del Consiglio direttivo, dell’Organo di controllo e dell’Organo di revisione;
c. l’approvazione del bilancio consuntivo ed eventualmente del documento di programmazione economica;
f. l’approvazione dei bilanci sociali redatti, in via facoltativa od obbligatoriamente al superamento delle soglie di legge previste, ai sensi dell’art. 14 del Codice;
g. l’approvazione di eventuali regolamenti redatti dal Consiglio Direttivo e ritenuti utili per il miglior funzionamento dell’associazione e il raggiungimento delle sue finalità;
i. gli altri oggetti attribuiti dalla legge, dall’Atto costitutivo o dal presente Statuto, alla sua competenza.

7.10 Sono riservate alla competenza dell’Assemblea straordinaria:
a. l’approvazione delle modifiche statutarie;
b. la trasformazione, la fusione, la scissione;
c. lo scioglimento anticipato dell’associazione, nonché la devoluzione del patrimonio residuo, acquisito il parere preventivo ed attuata la procedura prevista dall’art. 9 del Codice e la nomina dell’Organo di liquidazione.

7.11 Ai sensi del terzo comma dell’articolo 21 del codice civile, per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno 3/4 (tre quarti) degli associati, tanto in prima quanto in seconda convocazione.

7.12 Le deliberazioni prese in conformità alla legge ed allo Statuto obbligano tutti gli Associati anche se assenti, dissenzienti o astenuti dal voto.

7.13 L’Assemblea è presieduta dal presidente dell’Associazione che è coadiuvato da un segretario eletto dai presenti all’apertura di ogni seduta dell’Assemblea; il segretario dovrà coadiuvare il presidente nella gestione dell’Assemblea e redigere il verbale della seduta.

7.14 Il verbale della seduta è sottoscritto dal presidente e dal segretario ed approvato dall’Assemblea.

7.15 Le deliberazioni riguardanti le persone sono sempre prese a scrutinio segreto.

Art.8. Consiglio direttivo

8.1 L’associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo composto, a scelta dell’assemblea, da un minimo di tre ad un massimo di 9 membri. La maggioranza degli amministratori è scelta tra le persone fisiche associate ovvero indicate dagli enti giuridici associati. Il Consiglio Direttivo nomina al suo interno il Presidente.

8.2 Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni e i membri scaduti possono essere rieletti. In caso di decadenza, per qualsiasi ragione, di uno dei membri del Consiglio Direttivo, ad eccezione del Presidente, per il quale andranno indette nuove elezioni, il posto resosi vacante sarà occupato dal primo dei non eletti. In caso di parità di voti ha prevalenza l’anzianità di iscrizione.

8.3 Il potere di rappresentanza attribuito agli amministratori è generale. Le limitazioni del potere di rappresentanza non sono opponibili ai terzi se non sono iscritte nel Registro unico nazionale del Terzo settore o se non si prova che i terzi ne erano a conoscenza.

Art.9. Presidente

9.1 Al Presidente dell’associazione spetta la rappresentanza dell’associazione stessa di fronte ai terzi e anche in giudizio. Su deliberazione del consiglio
direttivo, il presidente può attribuire la rappresentanza dell’associazione anche ad estranei al consiglio stesso e può inoltre conferire procure e mandati utili allo svolgimento dell’attività sociale.

9.2 Al Presidente dell’associazione compete, sulla base delle direttive emanate dall’Assemblea e dal Consiglio Direttivo, al quale comunque il Presidente riferisce circa l’attività compiuta, l’ordinaria amministrazione dell’associazione; in casi eccezionali di necessità e di urgenza il Presidente può anche compiere atti di straordinaria amministrazione, ma in tal caso deve contestualmente convocare il Consiglio Direttivo per la ratifica del suo operato.

9.3 Il Presidente convoca e presiede l’Assemblea, il consiglio direttivo, ne cura l’esecuzione delle relative deliberazioni, sorveglia il buon andamento amministrativo dell’associazione, verifica l’osservanza dello statuto e dei regolamenti, ne promuove la riforma ove se ne presenti la necessità.

9.4 Il Presidente cura la predisposizione del bilancio consuntivo e dell’eventuale bilancio preventivo da sottoporre per l’approvazione, al Consiglio Direttivo e poi all’Assemblea, eventualmente anche corredandoli di idonee relazioni oltre che di tutta la documentazione prevista dalla legge.

Art.10. Vice presidente

10.1 Il Consiglio Direttivo può nominare un Vice Presidente il quale sostituisce il Presidente in ogni sua attribuzione ogni qualvolta questi sia impedito all’esercizio delle proprie funzioni; il solo intervento del vice presidente costituisce per i terzi prova dell’impedimento del Presidente.

Art.10a. Segretario – Tesoriere

10a.1 Il Consiglio Direttivo può nominare un segretario svolgente la funzione di verbalizzazione delle adunanze dell’assemblea, del Consiglio Direttivo e coadiuva il Presidente e il Consiglio Direttivo nell’esplicazione delle attività esecutive che si rendano necessarie o opportune per il funzionamento dell’amministrazione dell’associazione.

10a.2 Il segretario cura la tenuta del libro verbali delle Assemblee, del Consiglio Direttivo nonché del libro degli Associati dell’associazione.

10a.3 Il segretario è nominato dal Consiglio Direttivo fra gli associati. L’incarico è svolto, salvo diversa e motivata determinazione del Consiglio Direttivo, a titolo volontario e gratuito, salvo il diritto al rimborso delle spese sostenute per ragione del proprio ufficio.

10a.4 Il Tesoriere è nominato con le stesse modalità previste per la nomina del Segretario, di cui al precedente punto 10.3.

10a.5 Il Tesoriere è responsabile, insieme al Presidente e al Consiglio Direttivo per quanto riguarda le competenze attribuite loro dalla legge e dal presente statuto, della tenuta di idonea documentazione della quale risulta la gestione economica e finanziaria dell’Associazione nonché della regolare tenuta dei libri sociali.

10a.6 Il Tesoriere segue i movimenti contabili dell’Associazione e le relative registrazioni, cura l’impianto contabile e coadiuva il Presidente ed il Consiglio Direttivo nell’ambito della formazione del bilancio consuntivo, nonché degli eventuali bilanci preventivi e bilanci sociali.

Art.11. Libri dell’associazione

11.1 Oltre alla tenuta dei libri prescritti dalla legge, l’associazione tiene i libri verbali delle adunanze e delle deliberazioni dell’Assemblea, del Consiglio
Direttivo, dell’Organo di controllo, dell’Organo di revisione nonché il libro dei soci dell’associazione.

11.2 Gli associati hanno diritto di esaminare i libri sociali, ai sensi dell’art. 15 comma 3 del Codice, nel rispetto e con le modalità previste da apposita delibera del Consiglio Direttivo o dai Regolamenti adottati dall’Ente.

Art. 12. Organo di controllo e Organo di revisione (qualora eletti).

12.1 L’Organo di controllo e l’Organo di revisione, entrambi anche in forma monocratica sono nominati al ricorrere dei requisiti previsti dagli articoli 30 e 31 del Codice o facoltativamente su delibera dell’Assemblea.

12.2 Nel caso di nomina obbligatoria ai componenti dell’Organo di controllo si applica l’art. 2399 del codice civile ed essi devono essere scelti tra le categorie di soggetti di cui al comma 2, art. 2397 del codice civile; nel caso di organo collegiale, i predetti requisiti devono essere posseduti da almeno uno dei componenti.

12.3 Ove ricorrano i presupposti per l’applicazione dell’art. 31 del Codice, l’Associazione nomina un Revisore legale dei conti o una Società di revisione legale iscritti nell’apposito registro.

12.4 L’Organo di controllo e l’Organo di revisione, ove non obbligatori per legge, sono organi meramente facoltativi, ma ove nominati esercitano le funzioni di cui agli articoli 30 e 31 del Codice e operano in base alla legge e alla prassi prevista in materia.

12.5 I membri dell’Organo di controllo e dell’Organo di revisione durano in carica tre esercizi, sono rieleggibili e decadono alla data di approvazione del bilancio del terzo esercizio successivo alla nomina.

12.6 La carica di Organo di controllo e di Organo di revisione è incompatibile con quella di membro del Consiglio Direttivo.

12.7 L’Organo di controllo e l’Organo di revisione relazionano al Consiglio Direttivo e all’assemblea in merito all’attività svolta almeno una volta all’anno in occasione dell’assemblea di approvazione del bilancio.

Art. 13. Bilancio consuntivo e preventivo

13.1 Gli esercizi dell’associazione chiudono il 31 dicembre di ogni anno.

13.2 Entro il mese di ottobre di ciascun anno il consiglio direttivo, ove lo ritenga opportuno, predispone il bilancio preventivo dell’esercizio successivo da sottoporre eventualmente all’approvazione dell’assemblea, convocata in via ordinaria almeno una volta all’anno, entro il 30 aprile o (qualora particolari esigenze lo richiedano) entro il 30 giugno, per l’approvazione del bilancio consuntivo.

13.3 Entro il mese di marzo di ciascun anno il consiglio direttivo è convocato per la predisposizione del bilancio consuntivo.

13.4 I bilanci debbono restare depositati presso la sede dell’associazione nei 15 (quindici) giorni che precedono l’assemblea convocata per la loro approvazione, a disposizione di tutti coloro che abbiano motivato interesse alla loro lettura.

13.5 I bilanci sono redatti nel rispetto delle modalità previste dall’articolo 13 del Codice.

13.6 Il Consiglio Direttivo documenta il carattere secondario e strumentale delle attività diverse da quelle di interesse generale di cui all’art. 5 del Codice.

Art.14. Avanzi di gestione

14.1 Gli utili o gli avanzi di gestione saranno impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività di interesse generale e di quelle ad esse direttamente connesse.

14.2 Vi è divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altri enti che per legge, statuto o regolamento facciano parte della medesima e unitaria struttura.

Art. 15. Scioglimento e Devoluzione del Patrimonio

15.1 Lo scioglimento dell’Associazione dovrà essere deciso da un’apposita Assemblea Straordinaria opportunamente convocata, che delibererà anche in relazione alla procedura di liquidazione ed alla nomina degli eventuali Liquidatori.

15.2 In caso di estinzione o scioglimento, per qualunque causa, il patrimonio residuo dell’associazione è devoluto, previo parere positivo dell’Ufficio di cui all’articolo 45, comma 1 del Codice, e salva diversa destinazione imposta dalla legge, ad altri enti del Terzo settore secondo le disposizioni statutarie o dell’organo sociale competente. Il parere è reso entro trenta giorni dalla data di ricezione della richiesta che l’ente interessato è tenuto a inoltrare al predetto Ufficio con raccomandata a/r o secondo le disposizioni previste dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, decorsi i quali il parere si intende reso positivamente. Gli atti di devoluzione del patrimonio residuo compiuti in assenza o in difformità dal parere sono nulli.

Art.16. Controversie

Qualunque controversia sorgesse in dipendenza della esecuzione o interpretazione del presente statuto e che possa formare oggetto di compromesso, sarà soggetta alla procedura di Mediazione di cui al D. Lgs. n. 28/2010 e s.m.i. da svolgersi presso un Organismo di Mediazione accreditato, con sede con sede nella città ove ha sede legale in quel momento l’associazione, scelto di comune accordo fra le parti contendenti. Esperito inutilmente il tentativo di cui sopra la controversia sarà rimessa al giudizio di un arbitro amichevole compositore che giudicherà secondo equità e senza formalità di procedura, dando luogo ad arbitrato irrituale. Non possono essere oggetto di compromesso o di clausola compromissoria le controversie nelle quali la legge preveda l’intervento obbligatorio del pubblico ministero. L’arbitro sarà scelto dal Presidente del Tribunale di Viterbo.

Art. 17 Foro Competente

17.1 Fatto salvo quanto previsto dal precedente articolo, tutte le controversie a cui il presente statuto potrà dar luogo, tanto per quel che riguarda la sua validità che per la sua interpretazione, la sua esecuzione, la sua cessazione od il suo annullamento, saranno esclusivamente di competenza del Foro di Viterbo.

17.2 Per ogni tipologia di controversia farà riferimento la legge italiana.

Art. 18 Regolamenti

18.1 Particolari norme di funzionamento e di esecuzione del presente Statuto potranno essere eventualmente disposte con regolamento interno, da elaborarsi a cura del Consiglio Direttivo e sottoporre all’assemblea per la sua approvazione.

Articolo 19 Volontariato e lavoro nell’Associazione

19.1 L’Associazione si avvale dell’attività di volontari nei modi e termini previsti dal Codice ed in particolare dall’art. 17 dello stesso D.Lgs. 117/2017.

19.2 L’Associazione può avvalersi di lavoratori dipendenti o di prestazioni di lavoro autonomo o di altra natura, nel rispetto delle disposizioni di legge, alle condizioni e nei limiti di quanto disposto dall’art. 17 del Codice.

19.3 Le retribuzioni di ogni soggetto coinvolto nella vita dell’Ente sono fissate nel rispetto dei limiti imposti dalla legge ed in particolare dall’art. 8 del Codice.

Art. 20 Responsabilità violazioni amministrative

20.1 Con riferimento all’art. 11 comma 6 del D.Lgs. n. 472 del 18.12.1997 l’Ente si assume nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, degli Enti che gestiscono i tributi, Enti Previdenziali, Enti soggetti al controllo in materia di sicurezza sul lavoro ed in genere, i debiti e gli oneri per sanzioni amministrative comminate in conseguenza di inosservanza o violazione di norme commesse dagli Amministratori, e/o dal Direttore Tecnico se nominato, in rappresentanza dell’ente nello svolgimento delle loro mansioni e nei limiti dei poteri loro assegnati dal presente statuto e dalla Legge.

20.2 L’Ente si accollerà anche le eventuali spese ed oneri che gli stessi rappresentanti dovranno sostenere in merito a procedimenti giudiziari e innanzi alle Commissioni Tributarie per le stesse infrazioni.

20.3 Tale assunzione varrà nei soli casi in cui il rappresentante dell’Ente abbia commesso tali violazioni senza dolo ed escludendo l’ipotesi in cui chi ha commesso la violazione abbia agito volontariamente in danno all’Ente, agli associati o ai terzi. Viene altresì esclusa nei casi in cui la colpa abbia quelle caratteristiche di particolare gravità indicate dall’art. 5 comma 3 dello stesso D.Lgs. 472.

20.4 La particolare gravità della colpa dovrà intendersi provata quando le autorità competenti si saranno pronunciate in tal senso.

Art. 21 Legge applicabile

21.1 Per disciplinare ciò che non sia previsto nel presente statuto, si applicano le norme del D. Lgs. 117/2017 e s.m.i. e, ove incompatibili, le norme in materia di enti contenute nel libro I del Codice civile e, in subordine, le norme contenute nel libro V del Codice civile.

APPROVATO IN ASSEMBLEA NAZIONALE del 04 Luglio 2020